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Milano - Cagliari, è linea diretta sul rispetto dei regolamenti. Per chi pensa, o spera, che la “battaglia” portata avanti dal CP Fidal Milano contro i “mulini a vento” delle gare competitive travestite e camuffate da non competitive sia un affare prettamente meneghino, beh, sarà poco felice di sapere che anche in Sardegna è cominciato un tiro di fuoco contro i sedicenti amanti del running, soprattutto di quello che muove migliaia di atleti e (conseguentemente) di euro. Ai più attenti e addentro al mondo della strada non è sfuggita la notizia, apparsa anche sulla più importante informazione regionale, che in Sardegna, a fine luglio, è scattato il “non expedit” del comitato regionale nei confronti di una corsa, la CorriBanari, rea di non rispettare il regolamento federale per quanto riguarda l’organizzazione di corse competitive, ovvero l’inserimento di essa nel calendario Fidal. In terra ichnusa è subito stata guerra tra Fidal e Uisp, l’ente promotore della gara incriminata: da parte della federazione, la minaccia di deferimento alla Procura Generale per gli atleti Fidal che vi avrebbero partecipato; di contro, da parte dell’ente di promozione sportiva, la minaccia di dar fiato ai legali e agli avvocati. La gara si è poi svolta regolarmente sabato 3 agosto, così come regolarmente è scattato il deferimento da parte del Comitato Regionale.

sergio-laiUna simile iniziativa, già attuata più volte anche quest’anno dal nostro Comitato provinciale, si è guadagnata la stima e il rispetto del nostro fiduciario tecnico Piero Perego, che ha inviato al CR sardo una mail di sostegno e supporto all’azione intrapresa. Fidal Sardegna ha voluto addirittura pubblicare sul proprio sito questa mail. Per riconoscenza, abbiamo fatto due chiacchiere con il presidente sardo Sergio Lai per approfondire la situazione sull'isola e conoscere il suo pensiero e, soprattutto, le sue azioni.

L’iniziativa sarda è diretta chiaramente contro un ente specifico, ci ha detto senza giri di parole il presidente Lai: «Siamo contro l’arroganza e la tracotanza dell’Uisp (Unione Italiana sport per Tutti, ndr), sempre in cerca di tessere e numeri da esibire. La nostra legge regionale prevede contributi per federazioni ed enti di promozione». Chiaro che tot numeri, tot tesserati, tot finanziamenti... Secondo il numero uno dell’atletica sarda si può parlare addirittura di volontà di destabilizzare la federazione, sottraendo ad essa il ruolo che, per legge, spetta solo ad essa nell’organizzazione di gare agonistiche.

«Il problema però è la nostra Federazione – ha spiegato Lai - Tutto questo si può bloccare solo se interviene la Fidal, lei che prima non ha mai voluto prendere una posizione sulla questione. Ho già detto al presidente Alfio Giomi che deve intervenire pesantemente. L’ho detto anche al tuo presidente (Sabrina Fraccaroli, presidente del CP Fidal Milano, ndr), vorrei che anche voi foste più duri, dovete andare a fondo».

Per il presidente Sergio Lai c’è già una data che può essere cruciale «Il 13, 14 e 15 settembre a Formia è convocato il Consiglio Federale insieme ai presidenti regionali. Lì mi farò sentire, farò un gran casino su questa storia».

Al di là delle iniziative personali sulla questione, Lai individua in una carenza strutturale l’anello debole del sistema che potrebbe risolvere il problema. «Il fatto vergognoso è che non abbiamo una procura regionale che possa prendere subito provvedimenti. Tutto invece deve essere mandato all’unica Procura Generale di Roma e lì bisogna aspettare». Come dire che, nel mare magnum della burocrazia centrale, è più facile farla franca che essere condannati. «Spero e ho fiducia nel nuovo segretario Fidal (Paolo Bellino, ndr), che è anche un ex atleta. Noi nel frattempo denunciamo e deferiamo tutti».

I deferimenti per l’affaire CorriBanari sono già stati inviati. Ora la diffida è stata fatta per la Corrincentrostoico, in programma a Sassari domenica 15 settembre. Milano correrà al fianco di Fidal Sardegna.

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