pasqua2020

L'atletica è ferma, ma non gli atleti! E non ci riferiamo solamente alle corsette entro i 200 metri dall'abitazione o al potenziamento da salotto. C'è anche chi ha coperto la distanza Castelli Calepio - Desio.

Dalla bergamasca alla Brianza non ci è andato però di corsa. Molto più semplicemente, Yassine Rachik ha indossato la maglia  dell'Atletica Desio diventando il portacolori più prestigioso della società guidata dal presidente Diego Vismara.

Notizia recente e di notevole risondanza, visto che il bronzo della maratona dei Campionati Europei di Berlino 2018 correva per la parmigiana Atletica Casone Noceto, una "corazzata" della corsa su strada, e da pochi giorni aveva annunciato il suo prossimo arruolamento nel Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro di Padova.

Proprio nel (meritato) passaggio al professionismo (almeno inteso all'italiana) si inserisce "l'intermezzo" Atletica Desio. Per l'arruolamento nel gruppo militare occorre il nulla osta della società di provenienza, che però chiede all'atleta il riscatto del cartellino, con tanto di incremento percentuale per "l'indennità di preparazione internazionale". La transizione avviene con strascico di polemiche via social, visto che la cifra che il maratoneta si ritrova a sborsare (di tasca propria) è di varie migliaia di euro.

Svincolato dalla Casone Noceto, ecco il nuovo tesseramento con l'Atletica Desio, in attesa dell'arruolamento definitivo. Ma come arriva Yassine Rachik a Desio, che ha già avuto tra le sue fila il due volte campione italiano di martone Ahmed Nasef?

"Sono passato all'Atletica Desio grazie al dottor Rodolfo Malberti, che è il medico sociale di Desio ma soprattutto è l'ortopedico mi sta curando dai miei infortuni" ha spiegato il maratoneta giunto 12° agli ultimi Mondiali di Doha.

"Ho conosciuto il dottor Malberti l'anno scorso quando sono iniziati i miei problemi fisici. E' una persona straordinaria che trasmette sempre positività, ti dà coraggio e carica. Ma dove lo trovi un altro ortopedico così? E’ importante avere persone così in tempi come questi. Lui mi ha 'sportivamente adottato': si sente con il mio fisioterapista, si è anche informato sulle scarpe che mi possono andare bene, è sempre aggiornato, mi ascolta ed è preparato su tutto. E poi sono felice di essere tornato in una società lombarda".

Comprensibile l'entusiasmo dell'atleta, visto che gli ultimi mesi hanno "arricchito" notevolmente la sua collezione di infortuni. Prima una lesione all'anca, con cui ha corso la maratona mondiale, poi uno stiramento al polpaccio, poi un'infiammazione alla guaina del piede e poi un problema al tendine d'achille. 

C'è bisogno di una mano esperta per un motore da 2 ore 8 e 5 e il dottor Malberti sembra il "meccanico giusto". Il medico desiano vanta infatti esperienze ad alto livello anche nel calcio, nella pallacanestro e con la nazionale di ginnastica ritmica, oltre ad essere un grande appassionato di atletica. Entusiasmo, passione e competenza che vanno così a completare la squadra di Rachik.

Per il resto, poco è cambiato nel 27enne di origine marocchina. "Il mio allenatore è sempre Alberto Colli, siamo una squadra vincente e non cambiamo: possiamo solo aggiungere persone al nostro staff" ha detto il maratoneta.

Con lo stop imposto dal Coronavirus e dagli infortuni, per Yassine c'è solo da fare il pendolare tra la sua Castelli Calepio e l'ambulatorio del medico. Per lui il rinvio dello Olimpiadi è stata una benedizione. 

"Ora sono infortunato e probabilmente avrei corso con un ritardo di preparazione, è andata più che bene così. E poi come fai ad allenarti se non sai se i tuoi vicini di casa sono positivi? Anche a livello mentale correre è più difficile adesso".

Infortuni permettendo, non è detto che Rachik riesca effettivamente a correre con la maglia dell'Atletica Desio. L'arruolamento in Polizia è sospeso perché, a causa del virus, non è possibile svolgere l'addestramento necessario per entrare nel corpo militare, ma inizierà appena possibile. Se ci sarà tempo e modo, la sua maglia personalizzata (foto sopra) potrà esordire in qualche gara. 

"Sì, in effetti c’è rischio anche che io non corra mai con la loro maglia, la mia precedenza è preparare la maratona, ma loro sono comunque disponibili ad aiutarmi".

Per ora tutto è un grande punto di domanda. "Sono fermo con la corsa e sono fermo con l'arruolamento: sono disoccupato a 360 gradi" scherza divertito il maratoneta. Sa bene però che è solo una parentesi: appena possibile tornerà a macinre decine di chilometri al giorno, per regalarci nuove grandi maratone e, perché no, anche il record italiano: lui ci crede.

DAVI.VIGA.

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