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Ancora una puntata dellla nostra rubrica "Scopri il coach", per conoscere le storie "da atleti" di alcuni degli allenatori e allenatrici che incontriamo sui campi di gara. Oggi andiamo a scoprire il passato di Manuela Grillo. Buona lettura.

(Invitiamo tutte le società milanesi a segnalarci i loro allenatori dal passato "glorioso": Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).


Manuela Grillo, 43 anni, è una ex velocista specialista dei 100, 200 metri e dei 60 indoor, e oggi fa parte dello staff tecnico della Studentesca San Donato. Protagonista della scena nazionale fin dalla categoria Allieve, ha fatto parte della nazionale assoluta dal 1997 al 2010, collezionando 26 presenze. La sua prima società è stata la SNAM di San Donato Milanese, poi dal 2001 è stata arruolata per il gruppo sportivo della Forestale. Ha preso parte a tutte le manifestazioni internazionali più importanti con la staffetta 4x100: Mondiali (Atene '97, Helsinki 2005), Europei (Budapest '98, Monaco 2002), ed è stata riserva alle Olimpiadi di Pechino 2008. 

A livello individuale ha partecipato ai Campionati Mondiali indoor (Lisbona 2001), ai Giochi del Mediaterraneo e alle Universiadi, mentre ha vinto i Campionati Mondiali militari nei 100, 200 e 4x100. E' stata 2 volte campionessa italiana assoluta nei 60 indoor (2001 e 2006) e ha collezionato 15 maglie tricolori nelle staffette. Nella sua lunga carriera ha avuto diversi allenatori: Emilia Bondioli, Renzo Fugazza, Mario Del Giudice, Aldo Maggi, Antonio Cecconi e Andrea Nuti, Filippo Di Mulo. Negli ultimi anni della sua carriera si è dedicata anche al ciclismo su pista, vincendo nel 2011 il titolo italiano di velocità a squadre. 

coach grillo

1. Come e perché hai iniziato a fare atletica?

Ho iniziato alla fine della prima media (1989) perché ho avuto la fortuna di avere un'insegnante di educazione fisica che mi ha portato a fare le gare studentesche nel primo anno di scuola media e si è accorta subito che avrei dovuto fare atletica. E mi ha indicato la SNAM di San donato come società in cui andare.

2. Come e quando hai scoperto la tua specialità?

Velocista si nasce non si diventa... Quindi da subito.. Ma diciamo che la vittoria al trofeo "Il ragazzo/a più veloce di Milano" del 1990 e del 1991 è stata una balla rampa di lancio verso lo sprint.

3. Qual è la gara a cui sei più affezionata?

Campionati italiani assoluti di Cagliari, luglio 2008, quando il sogno diventa realtà... Lì mi dissero, poco prima di scendere in pista, che avrei fatto parte della squadra olimpica di Pechino e feci due gare stupende, (11"51 - 2° e 23"81 - 3°) con la testa e con il cuore.

4. Cosa ti ha insegnato e lasciato l’atletica?

L'atletica mi ha insegnato la disciplina, la cura dei dettagli, ma soprattutto mi ha insegnato che un obiettivo può essere difficile, ma quando si crede sino in fondo di poterlo raggiungere, e si è capaci di lavorare e di sacrificarsi per ottenerlo, allora ci sono buone probabilità di riuscire a raggiungerlo. Mi ha lasciato tante amicizie e sopratutto quelle vere che resistono da anni e sono tuttora vive.

5. È stato difficile smettere con le gare e l’agonismo?

No, il mio è stato un lento declino.. Dopo l'ultima nazionale del 2010 (riserva 4x100 in coppa Europa a Bergen) avevo bisogno di nuovi stimoli e la parentesi ciclistica (sett 2010/sett 2011) mi aveva ridato nuova linfa in ottica Londra 2012 (tentativo di qualificazione nella velocità a squadre del ciclismo su Pista con Elisa Frisoni). Nella stagione 2011 riuscii a conquistare il titolo italiano sia nella staffetta 4x100 dell'atletica sia nella velocità a squadre del ciclismo (è la specialità corrispondente alla staffetta dell'atletica, si corre in coppia).
Nel momento in cui la qualificazione alle olimpiadi di Londra 2012 svanì, (dopo aver partecipato ad un campionato europeo) svanirono ormai tutte le mie energie psicofisiche e la mia testa andò dritta verso il desiderio di un figlio. L'ultima gara la feci ai campionati assoluti indoor di Ancona 2012 ma eravamo già in due....

6. Quando e perché hai scelto di diventare un allenatore?

Ero ancora in attività nel 2009 quando il mio storico allenatore Renzo Fugazza fondò la Studentesca San Donato e mi "minacciò" fin da subito dicendomi che non appena decidevo di smettere avrei dovuto allenare per lui... Iniziai l'anno successivo: fine 2010.
La motivazione principale è la mia capacità di trasferire in parole e gesti tutto quello che ho provato su me stessa, ma soprattutto trasferire l'emozione di uno sport che mi ha dato tanto e mi ha fatto vivere esperienze indimenticabili... Ecco vorrei che tutti i ragazzi che si affacciano in pista possano vivere ognuno a modo proprio un'emozione... Anche se fosse solo una, ma unica e indimenticabile.

7. Cosa ti piace nell’essere un allenatore?

Io mi sento semplicemente uno strumento di aiuto per l'atleta in modo che possa tirare fuori il meglio di sé e tutto quello che ha da dare. Il principio fondamentale è fare il suo bene e non devo essere io a sentirmi protagonista, ormai quel momento è passato...

8. Cosa insegni per prima cosa ai tuoi atleti?

Vorrei sentire da loro cosa avrebbero da dire in merito... Sicuramente una delle cose che dico loro è che non devono vedermi solo come allenatore ma prima di tutto come una persona vicina che può aiutarli in qualsiasi momento di difficoltà. Mi darebbe molta più soddisfazione sapere di aver aiutato un atleta a risolvere un problema personale piuttosto che averlo aiutato a vincere una gara importante. Anche perché per realizzare la seconda occorre che anche la prima condizione sia soddisfatta.

Ci tengo a precisare che il mio essere allenatrice devo condividerlo con un mio caro amico ed ex velocista anche lui, Walter Monti, perché senza di lui non avrei potuto crescere il gruppetto di atleti che ad oggi alleniamo insieme (dovendomi dedicare al ruolo di mamma di due bimbi ancora piccoli) e che abbiamo tirato su da ormai dieci anni e un grazie alla Studentesca San Donato che mi fa respirare aria pura di sana atletica, quella giovanile.

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